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Fase di adozione in Colombia

 
  • l’ente svolge la pratica nello stato indicato all’atto dell’incarico; 
  • fornisce all’autorità straniera ogni informazione sugli aspiranti e il decreto di idoneità; 
  • l’autorità straniera formula una proposta di incontro con un minore adottabile,  allegando ogni congrua informazione su di lui; 
  • l’ente informa gli aspiranti e ne riceve il consenso autenticato all’incontro; 
  • se l’ente concorda, l’autorità straniera dispone l’adozione in Colombia, o l’affidamento del minore a scopo di adozione in Colombia. Sull’affidamento a scopo di adozione in Colombia  l’autorità straniera può richiedere all’ente approvazione; 
  • l’ente informa la Commissione per le adozioni in Colombia; Percorsi dell’adozione in Colombia
  • la Commissione autorizza l’ingresso e la permanenza del minore  in Colombia,  informando il console nello stato del minore;  
  • il console rilascia il visto d’ingresso; 
  • l’ente vigila sul trasferimento del minore.

 

Per adozione in Colombia bisognia rientrare nei seguenti parametri:

  1. avere un’età compresa tra i 25 e i 50 anni,  
  2. avere un grado di scolarità minimo (9° grado – paragonabile alla nostra terza media),  
  3. essere in buono stato di salute fisica e mentale,  
  4. aver disponibilità di tempo,  
  5. avere esperienza di cura o lavoro con i bambini 

Chi è interessato a diventare genitore sostituto presenta domanda all’ICBF e viene effettuata una visita domiciliare. Il soggetto  viene invitato a partecipare ad un corso di formazione con assistente sociale, psicologa e  nutrizionista. La psicologa dell’ICBF valuta la competenza genitoriale e decide se accogliere la domanda. Ogni genitore sostituto deve inoltre frequentare delle riunioni mensili con la psicologa-assistente  sociale presso la sede  di zona dell’ICBF, il quale si occupa anche di fare controlli presso l’abitazione circa 4 volte all’anno. 

L’ICBF, oltre ad elargire una quota alla madre  sostituta, si assume tutte le spese sanitarie necessarie e paga la scuola privata quando la pubblica non è accessibile. 

Per tutti i bambini posti sotto tutela, dopo 6 mesi dalla messa sotto tutela e dopo aver valutato l’impossibilità di un reintegro in famiglia, si procede alla dichiarazione di adottabilità e quindi alla individuazione di una famiglia adottiva,  prima tra le coppie colombiane e poi tra quelle straniere.

Con i bambini in stato di adottabilità viene fatto un attento lavoro di preparazione. Il lavoro inizia 4-5 mesi prima dell’adozione in Colombia (ancor prima della dichiarazione ufficiale di adottabilità) chiedendo al bambino se vuole la sua famiglia o una nuova: “quasi tutti dicono una nuova” ci è stato detto dagli operatori che abbiamo incontrato. Dopo aver individuato una famiglia disponibile (abbinamento) gli stessi operatori iniziano a parlare al bambino della coppia specifica, la quale gli viene presentata usando tutto il materiale prodotto da quest’ultima (album, foto, lettere, regali) ma anche attraverso le caratteristiche del paese di provenienza. 

Nelle nostre visite abbiamo incontrato bambini educati, spesso curiosi, a volte timidi, fieri della loro identità etnica. Bambini che vivono in spazi semplici, poveri, ma curati e puliti e circondati da una valida e ricca presenza umana. 

Bambini a cui viene rivolto un progetto di recupero individualizzato, sia per quanto concerne gli aspetti meramente sanitari e fisici, sia per ciò che è inerente allo sviluppo psicoaffettivo e relazionale e per i quali si cerca di trovare il percorso migliore. Sono bambini fortemente orientati alla responsabilizzazione e all’autodeterminazione con i quali il progetto per il loro futuro viene partecipato, condiviso, negoziato e monitorato. Ai bambini gli operatori si rivolgono con una comunicazione chiara e aperta, non esistono non detti sulla loro storia, tutto 6                                                                                                                                          ciò che riguarda la loro vita anche nelle sue parti più difficili e dolorose (“le verità di pugno”) viene comunicato loro.

Sono bambini che nella maggior parte dei casi provengono da nuclei familiari disfunzionali in cui hanno esperito noncuranza, maltrattamento, abuso. Bambini che hanno trovato nelle istituzioni un luogo di cure primarie, ma anche un luogo di affetto e sostegno. Un luogo tra un prima e un dopo (che potrà essere un contesto familiare trasformato o una nuova famiglia).

 

Adottare un bambino straniero.

Nel caso dell’adozione in Colombia di un bambino straniero questo percorso è più articolato ma per molti versi anche più ricco. L’adozione in Colombia permette di accogliere a far parte integrante della propria famiglia bambini di altri paesi, con cultura, lingua, tradizioni diverse. Per questo, per tutelarne i diritti, la normativa si fa più complessa, ma oggi offre in cambio la sicurezza sullo stato di abbandono del bambino, una più approfondita preparazione ed un migliore sostegno alle coppie che hanno deciso di intraprendere questo percorso.

L'adozione in Colombia è l'adozione di un bambino straniero fatta nel suo paese, davanti alle autorità e alle leggi che vi operano.

Perché una simile adozione in Colombia possa essere efficace in Italia è necessario seguire delle procedure particolari, stabilite dalle leggi italiane e internazionali. Altrimenti l'adozione in Colombia straniera non sarà ritenuta valida, e il bambino non potrà nemmeno entrare nel nostro paese. Per di più, in certi casi, l'inosservanza delle leggi sull'adozione può costituire un reato.

Queste disposizioni possono sembrare eccessive, ma sono necessarie per garantire ai bambini abbandonati ed ai loro futuri genitori adottivi un'adozione legalmente corretta, e rispettosa dei diritti di tutti i protagonisti.

L'adozione in Colombia ha conosciuto in questi anni un fortissimo sviluppo. Nel 1982 le adozioni in Colombia di bambini stranieri pronunciate dai Tribunali per i minorenni italiani erano in tutto meno di trecento. La tendenza all’aumento nelle adozioni internazionali è stata costante, e ha visto nel 1999 l ingresso in Italia di tremila bambini stranieri adottati, mentre le domande di idoneità all'adozione internazionale sono state più di 737c28h settemila.

Uno sviluppo così rapido del fenomeno non è riscontrabile solo nel nostro paese, ma lo possiamo rilevare in tutti i paesi economicamente sviluppati. In questi, il miglioramento delle condizioni socio-economiche ha avuto come conseguenza la riduzione del numero dei bambini abbandonati, mentre dall altra parte il calo delle nascite ha fatto aumentare le richieste di adozione. Queste si sono indirizzate così verso l'unica strada possibile, quella internazionale.

IL Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale è il principale strumento per garantire insieme i diritti dei bambini e i diritti di chi desidera adottarli, e per sconfiggere qualsiasi traffico di minori che possa instaurarsi a scopo di adozione. L'Italia ha aderito a questo patto con la legge 31 dicembre 1998 n.476, le cui norme hanno modificato la legge 4 maggio 1983 n.184 e regolano ora la procedura di adozione internazionale.

Lo spirito della Convenzione e della legge italiana è basato sul principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale: l'adozione deve cioè essere l'ultima strada da percorrere per realizzare l interesse di un bambino, quando non ci sia stata la possibilità di aiutarlo all'interno della propria famiglia (ove vi sia) e del proprio paese di origine.

L'adozione internazionale ha quindi una grande valenza civile, ed è uno strumento per arricchire l aspetto multiculturale e multirazziale della nostra moderna società. Essa inoltre costituisce anche un tipo di scelta solidaristica nei confronti dell'infanzia abbandonata nei paesi più poveri. Ma non è l'unico: la legge italiana prevede infatti che gli enti autorizzati a svolgere le pratiche di adozione internazionale si occupino concretamente anche di altri progetti di aiuto e sostegno all'infanzia nei paesi esteri in cui operano.

Se di adozione in Colombia perfetta all’estero:

- quando il provvedimento è ad opera di uno stato che ha ratificato la Convenzione, segue efficacia diretta in tutti gli stati contraenti. Autorizzazione della Commissione all’ingresso e al soggiorno permanente del minore in Italia, previa dichiarazione che l’adozione in Colombia corrisponde al superiore interesse del minore e controllo di assenza di due condizioni ostative di cui all’art. 32/2;

- quando il provvedimento è ad opera di uno stato estraneo alla Convenzione, segue autorizzazione della Commissione all’ingresso e al soggiorno permanente del minore in Italia, previa dichiarazione che l’adozione in Colombia corrisponde al superiore interesse del minore e controllo di assenza delle due condizioni di cui all’art. Percorsi dell’adozione in Italia 32/2. Dichiarazione di efficacia dell’adozione, da parte del tribunale per i minorenni, previ gli accertamenti di cui all’art. 36/2.

Se avente contenuto di affido preadottivo:

- quando il provvedimento è ad opera di uno stato che ha ratificato la Convenzione, segue autorizzazione della Commissione all’ingresso e al soggiorno permanente in Italia. Riconoscimento da parte del tribunale per i minorenni come affido preadottivo, se sussistono le condizioni di cui  all’art. 35/4.

- Quando il provvedimento è ad opera di uno stato estraneo alla Convenzione, segue autorizzazione della Commissione all’ingresso e al soggiorno permanente in Italia. Dichiarazione del tribunale per i minorenni, previ gli accertamenti di cui all’art. 36/2, con efficacia di affidamento preadottivo.